Consultorio verso la chiusura: Sindaco e maggioranza ignorano la volontà dei cittadini

Abbiamo subito detto che era una scelta sbagliata che andava combattuta e respinta, motivando la nostra posizione.

Abbiamo sostenuto e condiviso la petizione popolare, firmata da più di 2.300 cittadini, che chiedeva al sindaco di farsi portavoce delle istanze dei cittadini, contrari a perdere a San Donato i servizi socio sanitari erogati dal consultorio familiare.

Abbiamo chiesto ufficialmente al Sindaco quale fosse la motivazione che lo ha portato ad accettare la chiusura del Consultorio di via Sergnano, ricevendone in risposta che “la domanda non era chiara”.

Abbiamo votato a favore della mozione presentata dal PD che obbligava il sindaco e l’amministrazione ad opporsi alla chiusura del consultorio. 

Abbiamo presentato, insieme agli altri gruppi consiliari di minoranza, una mozione che, richiamando la petizione, chiedeva al sindaco di farla propria e, insieme alle firme di migliaia cittadini, di farsi forte di fronte a chi di questa riforma sanitaria era il responsabile, con il risultato che tale mozione è stata bocciata dalla maggioranza.

Ci siamo infine fatti promotori della richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale Aperto, che affrontasse il tema della chiusura del consultorio, chiedendo di invitare i Direttori Generali di ATS e ASST, e così finalmente è stato. Ma di fronte a tale platea, ”arricchita” anche dell’assessore regionale, e il nostro sindaco che fa?

Si cala letteralmente le braghe e chiede che lo spostamento del consultorio avvenga in modo graduale. Veramente un comportamento incomprensibile del Sindaco. E anche quello della sua maggioranza. Il capogruppo PD ha reinterpretato a piacimento le parole scritte nella loro mozione votata in Consiglio, dichiarando che questa doveva essere intesa nel senso di una maggiore attenzione e sostegno alla fragilità e non come la richiesta di non chiusura del consultorio. Ma il consultorio era il tema della mozione ed era scritto esplicitamente.

Il Checchi dichiara che comunque San Donato ci guadagna? Ci saranno più ore di specialistica? Le ore, ad eccezione dell’oculistica, rimarranno quelle che già ci sono, per cui le liste di attesa saranno uguali. Ne aggiungeranno alcune di odonto-stomatologia, ma speriamo vivamente che non sia uno dei  famosi Dental.

Abbiamo infine evidenziato che ciò che viene indicato con il “Consultorio Adolescenti” non è un vero consultorio, ma solo un servizio di sostegno psicologico (i Consultori Familiari sono delle strutture socio – sanitarie, pubbliche o private convenzionate dell’Azienda Sanitaria Locale, nate per rispondere ai vari bisogni della famiglia, della donna, della coppia, dell’infanzia e dell’adolescenza).

Ma il Sindaco sa cosa sono i consultori? Quali sono i compiti che la legge nazionale ha assegnato ai consultori?  A lui è bastato affermare che, comunque sia, fuori dalla porta c’è scritto “Consultorio”: basta la parola… per trasformare qualcosa in ciò che non è.

Lo spostamento del vero Consultorio è dovuto meramente a un discorso di riduzione dei costi o direttive di partito, ma nessuno lo ha ammesso pubblicamente, tutti a dover giustificare con una riorganizzazione più efficiente. Maggiore vicinanza al cittadino, al malato cronico? Ma le spese per i trasporti e gli spostamenti saranno a carico del cittadino, la diminuzione dei costi per l’amministrazione si traduce in una aumento dei costi per i cittadini, ovvero tasse occulte.

Speriamo che la “soluzione” non sia l’aggiungere per una qualche ora a settimana un ginecologo al Progetto adolescenti per “convertirlo” in Consultorio. Bisogna avere le idee chiare. I servizi per la salute sono fatti da equipe mediche che hanno delle relazioni con i pazienti e che sono in grado di offrire supporto completo e continuo, come appunto fa il Consultorio di via Sergnano oggi, non da “soluzioni” di facciata o con cartelli fuori dalle porte con le scritte giuste. La mozione presentata dal PD e votata da tutti in Consiglio Comunale il 5 ottobre scorso era molto chiara, dichiarava di non accettare i tagli…” e “in particolare l’ipotesi di trasferimento del Consultorio pubblico di San Donato Milanese” e chiedeva al Sindaco e alla Giunta “di farsi carico della presente mozione presso la ASST di Melegnano – Martesana, presso l’ATS di Milano ed occorrendo presso Regione Lombardia, chiedendo di ridiscutere l’assetto della proposta di riorganizzazione dei servizi…

Non è che siamo prevenuti, è che si fa finta di cambiare: si dice e scrive e poi con i fatti si sminuisce, si maschera o si nasconde.

Noi continueremo a pretendere che il consultorio rimanga a San Donato, a volere che le decisioni siano per i cittadini, che pagano le tasse e hanno diritto a questi servizi, e non per la comodità di pochi. Continueremo a fare proposte a livello regionale per affrontare i principali problemi della sanità, per rafforzare sul territorio la sanità pubblica, per dedicare fondi alla prevenzione, risorse e competenze per l’educazione alla terapia, per combattere sprechi e corruzione.

Noi ascoltiamo i bisogni espressi dalla cittadinanza, siamo e continueremo ad essere i portavoce della volontà dei cittadini di San Donato e non degli accordi e delle connivenze dei partiti politici.