Chiusura Consultorio: la mozione jolly pigliatutto del PD per salvarsi la faccia

Con il Consiglio Comunale di ieri 5 Ottobre 2016, abbiamo assistito all’ennesima farsa politica della giunta guidata da Andrea Checchi. Piuttosto di unirsi alla mozione della minoranza basata sulla petizione cittadina che ha raccolto più di 1.000 firme in pochi giorni contro la chiusura del consultorio, il PD ha preferito presentare e votarsi la propria mozione. Alla faccia della considerazione ed il rispetto delle opinioni dei cittadini.

 Nonostante Checchi & Co siano arrivati con grave ritardo ad allinearsi alle altre sezioni del PD nei comuni confinanti, a causa di una mancata presa di posizione del nostro sindaco durante l’assemblea dei sindaci lo scorso 20 luglio, con questa mozione hanno cercato di salvarsi la faccia ai tempi supplementari.

Anzi, se vogliamo proprio dirla tutta, il nostro sindaco aveva addirittura avallato la scelta del trasferimento del Consultorio a San Giuliano, giustificandola col fatto che 4 km di distanza in più non sarebbero certo stati un problema per coloro (donne incinte, mamme con bambini neonati, ragazze adolescenti …) che usufruiscono degli importanti servizi socio sanitari erogati dal centro di via Sergnano.

Ora il PD ha voluto “lavarsi la coscienza” con questa mozione, per riguadagnarsi l’appoggio dell’elettorato storicamente di sinistra (se ha ancora un senso questo termine) che si sarebbe sicuramente alienato da questa manovra. Così dopo NON essersi confrontato con gli operatori del settore che avrebbero potuto fornire un proprio prezioso contributo in merito alla ventilato trasferimento; dopo NON aver ascoltato la voce dei cittadini che in poco più di 2 settimane hanno firmato in più di 1.000 la petizione che chiede un interessamento per evitare la chiusura del consultorio; dopo NON aver accolto la proposta delle minoranze di preparare una mozione UNICA che potesse essere votata da tutto il consiglio comunale e che, unitamente alle firme dei cittadini raccolte con la petizione popolare, avrebbe potuto dare un peso maggiore alle richieste rivolte al dott. Alparone, direttore generale dell’ASST e proponente / promotore del taglio dei servizi socio-sanitari sul territorio (perché di questo si tratta); dopo settimane di inerzia ecco che proprio il partito del Sindaco presenta con urgenza la mozione jolly salvatutto e cerca di mettere una pezza a colori su quelle che sono state le gravi mancanze del suo leader.

Resta infine ancora una occasione: la proposta avanzata da un gruppo di consiglieri di minoranza di convocare un Consiglio Comunale aperto nel quale invitare il dott. Alparone per un confronto vis-a-vis all’interno di una sede istituzionale. Speriamo che almeno in cio’ il sindaco ed il PD, non si nascondano dietro alla mozione approvata ma anzi approfittino di questa occasione per enunciare pubblicamente le motivazioni del loro retrofront. Un Consiglio aperto sarà sicuramente la sede ideale non solo per riaffermare le responsabilità da parte di tutti i gruppi in consiglio, ma anche l’opportunità per prendere degli impegni concreti a favore della sanità pubblica di a San Donato.

Tanto per aggiungere la beffa all’inganno, appena conclusosi il Consiglio Comunale, il PD ed i suoi alleati hanno iniziato ad accusare la minoranza di non aver voluto votare la loro mozione. Ebbene sì, è tutta colpa dell’opposizione che non è voluta salire su carrozzone approssimativo e ritardatario assemblato in extremis per salvare il PD locale da una figuraccia plateale, una mozione che ancora una volta ha dato la precedenza alle macchinazioni partitiche, pre-elettorali, invece di superarle per il bene della cittadinanza.

In tutto questo il M5S è rimasto coerente alla propria posizione iniziale contro la chiusura del Consultorio di San Donato Milanese, come dimostrano i diversi articoli e le azioni intraprese a riguardo in Consiglio e fuori, ma certamente non ci siamo prestati alla palese manipolazione della mozione del PD che dopo aver appoggiato con le parole del Sindaco la chiusura del Consultorio, cerca di aggiudicarsi il merito di aver evitato la chiusura del Consultorio. Se c’era bisogno di un altro esempio dell’inconsistenza politica ed amministrativa del partito di Renzi, eccolo qui.  Sinceramente non ne sentivamo il bisogno, soprattutto su un argomento così importante e fondamentale come la salute pubblica.